Quante dimensioni ha una vita umana guardata dal di fuori?
Se è vero che la cura, l’amore e l’attenzione rivolte ad un essere umano restituiscono ad esso una profondità sensibile è altrettanto vero che il conflitto, la violenza e l’indifferenza possono appiattirlo fino a renderlo privo di spessore.
Una fotografia, immobile e cristallizzata, destinata alla distruzione.
Historia de un Amor racconta di una storia vera i cui personaggi, in costante e reciproco conflitto, hanno perseguito l’autodistruzione fino alla morte ad eccezione dell’autrice, e la racconta dividendola in due parti: la prima mostra i sentimenti, i traumi ed i pensieri della sua stessa protagonista, e si compone di una serie di foto analogiche ri-fotografate su uno sfondo che, cambiando, svela le riflessioni condivisibili di uno spicchio di vissuto estremamente intimo. 
Foto deturpate e stracciate nei momenti di dolore, nonostante questo mai gettate.

Cerco di stimolare una riflessione sul concetto di innocenza e sulla reazione emotiva popolare riservata alle situazioni in cui un bambino è vittima di abusi e ne sopravvive.
Che cosa è l'abuso?
Che cosa succede nel “dopo”, quando la ferocia verso “l’orco” si esaurisce? La tentazione verso un facile linciaggio non toglie l’attenzione dovuta alle vittime? Perchè i bambini sarebbero depositari di un’innocenza formale che, de facto, non procura nessuna salvezza e che spesso non fa alcuna differenza? 
Cos’è un bambino, se non un essere umano? E perchè mai un essere umano una volta cresciuto dovrebbe essere “colpevole” in quanto adulto?
In un mondo che ignora le esigenze di ascolto reciproco a favore di una facile e superficiale indignazione e del fastidio verso tutto ciò che può disturbare, la violenza è una spirale senza fine, dove il futuro psicologico delle vittime è lasciato al caso, e la possibilità della reiterazione del male è altissima.
 

 

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How many dimensions has a human life observed from outside? 
If it is true that the care, the love, the kindness given to a human being give him or her back a perceivable depth, it is also true that conflict, violence and indifference can flatten him and rob him of any thickness. 
A photography, motionless, crystallized, doomed to destruction. 
Historia de un Amor tells a true story, where the characters, in a constant, mutual conflict, persecuted self-destruction until they died - with the exception of the author - and it tells that story dividing it in two parts: the first shows the feelings, traumas and thoughts of its protagonist, and is composed by a a series of analogic photos photographed again on a background that, changing, reveals the sharable meditations of an extremely private slice of life. Photos that are defaced and ripped in times of pain, but never thrown away.

The author tries to further a reflection on the concept of innocence and on the emotional popular reaction reserved to situations in which a child is the abused and survives.
What is "abuse"?

What happens "after", when the fury towards the abusers wanes? Doesn't the temptation of an easy lynching distract the attention from the victimes? Why should children be custodians of a formal innocence that, in reality, doesn't provide safety and often makes no difference? What is a child, if not a human being? And why should a grown up human be "guilty" as an adult? 


In a world that disregards the need for mutual listening in favor of easy, superficial indignation and the hassle of everything that can pose as a disturbance, violence is an endless spiral, in which the psychological future of the victims is left to chance, and the possibility of a reiteration of evil is very high.